Tasse universitarie, ISEE e borse di studio regionali
Quanto costa un'università statale italiana, come funzionano le borse DSU e cosa consente il permesso di soggiorno per studio.
Tasse calcolate sul reddito
Nelle università statali il contributo annuale dipende dal reddito e dal patrimonio della famiglia, misurati dall'ISEE. Per uno studente internazionale si parla di « ISEE parificato », calcolato sui documenti di reddito e patrimonio della famiglia, tradotti e legalizzati. In base al reddito, le tasse possono essere ridotte o azzerate.
Ogni università pubblica le proprie fasce: il nostro catalogo indica « tasse in base al reddito » quando non è pubblicato un intervallo. Le università private, come la Bocconi e la LUISS, applicano tariffe proprie.
Le borse regionali (DSU)
Ogni regione italiana finanzia borse per il diritto allo studio, gestite da enti regionali che pubblicano un bando ogni anno. Sono assegnate in base al reddito della famiglia e, dal secondo anno, ai crediti conseguiti; possono comprendere una somma in denaro, un posto alloggio, i pasti e l'esonero dalle tasse.
Gli studenti internazionali possono partecipare. Ma per il visto la candidatura, o anche l'idoneità, non conta come mezzo economico: si può presentare solo una borsa effettivamente attribuita.
Lavorare durante gli studi
Il permesso di soggiorno per studio consente un lavoro subordinato fino a 20 ore settimanali, nel limite di 1.040 ore all'anno.
Secondo l'Ispettorato nazionale del lavoro, il limite settimanale vale tutto l'anno, estate compresa: un contratto oltre le 20 ore settimanali non è conforme, anche restando sotto le 1.040 ore annuali. Per lavorare di più occorre convertire il permesso di soggiorno in permesso per lavoro.
Prevedere il budget
Oltre alle tasse, il budget comprende alloggio, vitto, trasporti e assicurazione, e varia molto da una città all'altra. L'importo richiesto per il visto, 10.179,85 € all'anno, indica la soglia minima adottata dalle autorità italiane.